Portare le arance in prigione era un'usanza nata tra l'ottocento e il primo Novecento per integrare la dieta dei detenuti, estremamente povera e priva di vitamina C, prevenendo così lo scorbuto. I parenti fornivano agrumi freschi per garantire il sostentamento essenziale, diventando un gesto simbolico di supporto.
La divisa era sagomata in modo da rendere meno agevoli i movimenti e di conseguenza un'eventuale tentativo di fuga. Oggi queste divise sono state sostituite negli Stati Uniti da divise arancioni. Anche in questo caso, la scelta del colore non è casuale e serve a rendere riconoscibili i detenuti in fuga.
Le arance venivano incartate con carte dorate o intagliate (i “pizzini” siciliani), trasformandosi in un simbolo dorato del sole di Sicilia che riscaldava il freddo Natale.
Il detto popolare sull'arancia è: "L'arancia la mattina è oro, il pomeriggio è argento, la sera è piombo", che suggerisce che consumare arance al mattino sia più benefico (oro), meno prezioso a pranzo (argento) e potenzialmente dannoso o pesante la sera (piombo), sebbene questo sia un mito senza fondamento scientifico, poiché le arance apportano benefici a qualsiasi ora, salvo casi specifici di acidità o reflusso.
Una delle credenze più radicate della saggezza popolare italiana recita: “Le arance la sera fanno male”. Nonne e mamme di generazioni hanno sconsigliato il consumo di agrumi dopo cena, sostenendo che causino digestione difficile, acidità e persino insonnia.