Domanda di: Dr. Boris Ferraro | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026 Valutazione: 4.4/5
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Il travestimento a Carnevale ha origini antiche, legate al desiderio di scacciare l'inverno, propiziare la fertilità della terra e sovvertire temporaneamente l'ordine sociale. Indossare maschere permetteva di nascondere la propria identità per giocare, schernire i potenti e liberarsi dalle regole, vivendo un momento di libertà e trasgressione prima della quaresima.
Perché a carnevale ci si traveste? Nell'immaginario della tradizione, con le maschere, i travestimenti e tanto rumore si voleva scacciare l'inverno. Il fracasso dei tamburi e i cortei sgargianti dovevano risvegliare la primavera.
A volte servono per proteggerci da giudizi, altre volte per sentirci accettati o semplicemente per rispettare le regole implicite di un contesto. Al lavoro, mostriamo competenza e sicurezza anche se dentro siamo incerti.
Dalla notte dei tempi le maschere, dall'arabo “mascharà” ovvero satira, sono uno degli strumenti indispensabili degli attori. Originariamente la maschera era costituita da una faccia cava dalle sembianze mostruose, che veniva indossata per allontanare gli spiriti maligni durante le cerimonie religiose.
Etimologia. Secondo la più accreditata interpretazione la parola 'carnevale' deriverebbe dal latino carnem levare ("eliminare la carne"), poiché indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.