Si tratta di una lirica che ha come scopo la celebrazione della natura; si compone in tutto di 128 versi divisi in 4 strofe. Il linguaggio ricercato tende a sollecitare continuamente i sensi, fino a giungere al culmine dell'unione dell'uomo con la natura. «Taci.»
La natura di D'Annunzio è carica di energia ed è a questa energia che l'individuo aspira e a cui si abbandona nella sua unione con la natura. La natura, dunque, sembra avere una vitalità maggiore rispetto all'uomo, che nella fusione con essa vi si adegua e la assume su di sé.
Di solito poniamo la natura al di fuori di noi, come se fosse una realtà a sè stante, ma in realtà, noi in quanto creature naturali, siamo parte integrante della natura. Perciò, secondo il poeta, l'uomo può dare sfogo alle sue energie primitive, avulse dalla moralità.
Il panismo deriva dal greco παν, tutto, e si riferisce alla tendenza del confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l'assoluto, due concetti chiave del decadentismo. In D'Annunzio il tutto prende la forma della natura, riferimento al dio greco Pan, divinità dei boschi e tutte quelle che hanno a che fare con la natura.
Che aspetto assume progressivamente la natura nel testo La Pioggia nel Pineto?
La lirica rappresenta le sensazioni prodotte dalla pioggia che cade intensamente sulla pineta, in cui si sono addentrati il poeta ed Ermione. La natura sembra risvegliarsi e rispondere al contatto della pioggia quasi con un discorso musicale, come una serie di strumenti dal suono diverso.