Ercole (o Eracle) impazzisce a causa di un incantesimo lanciato da Giunone (Era), sua matrigna divina che lo odiava in quanto figlio illegittimo di Zeus. In preda a questo delirio indotto, l'eroe uccide la moglie Megara e i loro figli, credendoli mostri o nemici. Questo tragico evento lo spinge a cercare espiazione, portandolo a compiere le famose dodici fatiche.
Ancora Era fa sì che l'eroe, ormai adulto, venga colto da follia e nel delirio uccida i figli e la moglie Megara. È proprio per espiare questo orrendo delitto che, secondo la versione più diffusa del mito, egli deve compiere le dodici fatiche.
Come ogni eroe che si rispetti anche Ercole ha un punto debole. Non il tallone di Achille né la troppa curiosità di Ulisse. L'unica debolezza del mega fusto è l'amore, la sua tredicesima fatica.
Era fece uccidere la sua famiglia ad Ercole nella mitologia greca a causa della sua vendetta per i tradimenti di suo marito Zeus. Era responsabile Era. Lei fece impazzire Ercole e lo fece uccidere la sua famiglia.
Ma nessun mortale poteva ucciderlo, ed Ercole decise di darsi la morte da sé, facendosi bruciare vivo su una pira funeraria. Giove, impietosito dalla sorte del suo figlio prediletto, scese dal cielo e lo prese con sé nell'Olimpo, mettendo fine alla sua agonia.