Ugo Foscolo è considerato neoclassico perché la sua produzione poetica cerca l'armonia, l'equilibrio e la bellezza formale ispirandosi all'arte greca e latina, vista come un ideale di perfezione. In particolare, opere come le Odi e Le Grazie utilizzano il mito e uno stile solenne per sublimare le passioni, distanziandosi dal caos storico del suo tempo.
Foscolo si colloca in una fase di transizione tra il Neoclassicismo e il Romanticismo. Nei suoi scritti, si possono cogliere elementi neoclassici, come il culto dell'antichità e il senso dell'armonia, ma anche temi romantici, come l'esaltazione dei sentimenti, l'individualismo e il desiderio di libertà.
In Foscolo il neoclassicismo trova espressione attraverso l'esaltazione della Grecia come terra del mito proprio come Andrè Cheniet che propone opere nelle quali trovino spazio l'attualità dei contenuti trasferiti in forme classiche ed il vagheggiamento della Grecia come un mondo remoto fatto di armonia e bellezza.
Tra i massimi esponenti della letteratura italiana del neoclassicismo e del primo romanticismo, nella sua produzione si distinguono due linee letterarie principali: una di indirizzo romantico (i sonetti In morte del fratello Giovanni, A Zacinto, Alla sera, e il carme I Sepolcri), l'altra di indirizzo neoclassico (le ...
A Milano pubblicò le Ultime lettere di Jacopo Ortis (1802), compose l'ode neoclassica All'amica risanata - l'altra ode, A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, era stata composta a Genova nel 1800 - , ultimò i Sonetti(1796-1803) e I Sepolcri (1806, ma stampati nel 1807).