Domanda di: Vera Palumbo | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Mangiare un numero dispari di datteri, specialmente durante la rottura del digiuno (Iftar) nel Ramadan, è una tradizione radicata nell'abitudine del profeta Maometto. Consumarne 1, 3, 5 o più rispetta questo insegnamento spirituale, offrendo un apporto rapido di zuccheri e un senso di fratellanza.
La cena consumata al tramonto, chiamata futùr (rottura del digiuno), prevede che si mangino dapprima un numero dispari di datteri, secondo l'abitudine del Profeta, quindi una zuppa (questi alimenti permettono un apporto di zuccheri semplici, di rapido assorbimento, e un reintegro di liquidi, necessario visto che ...
I datteri sono una buona fonte di fibre solubili, che aiutano a regolare la funzione intestinale, prevenendo la stitichezza e contribuendo al senso di sazietà. Un consumo regolare può quindi supportare la digestione e promuovere il benessere intestinale.
È un antico proverbio arabo, secondo questo modo di dire, chi decide di piantare palme da dattero non potrà mangiare i suoi frutti, ma assicura il guadagno alle generazioni future, vista la lenta crescita della pianta.
Per estrarli è necessario spaccare la roccia in cui vivono, distruggendo habitat marini che hanno impiegato secoli a formarsi. Il danno è irreversibile: coralli, spugne, alghe e piccoli pesci vengono annientati e la biodiversità scompare.