Perché i giovani vanno a lavorare all'estero?

Domanda di: Gerlando Martino  |  Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2023
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Il triplice rifiuto percepito dai giovani italiani – anagrafico, territoriale e di genere – li incentiva alla fuga all'estero, anche in periodo di pandemia, attratti da: retribuzioni, prospettive di carriera, contesto di fiducia e di stabilità, welfare, qualità della vita.

Perché le persone vanno a lavorare all'estero?

Per molti, i vantaggi di lavorare all'estero sono legati alla migliore retribuzione, in corrispondenza di un grave problema dei salari , che nel nostro paese sono fermi da 20 anni, a fronte di un'inflazione e del costo della vita, sempre crescente.

Quanti giovani italiani vanno a lavorare all'estero?

Partono i più brillanti: dai medici agli ingegneri. Non si ferma la fuga dei giovani laureati che lasciano il Paese per trovare stipendi e opportunità di carriera migliori oltre confine.

Quali sono le forti motivazioni per andare a vivere all'estero?

Vivere all'estero implica che non avrete la costante pressione di vedere e scoprire nuovi luoghi, potete imparare cose nuove (nella vostra nuova casa) senza essere costantemente in movimento. Il processo di adattamento alla vostra nuova casa vi aiuterà a scoprire qualcosa in più su voi stessi.

Dove vanno i giovani italiani?

Il 75 per cento di chi lascia l'Italia rimane comunque in Europa. Le principali mete negli ultimi vent'anni sono state il Regno Unito e la Germania, dove è andato il 17 per cento degli italiani espatriati. A seguire ci sono la Svizzera e la Francia con il 10 per cento, e gli Stati Uniti e Spagna con il 5 per cento.

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