Domanda di: Dr. Marina Romano | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Al contempo, il lavoro è anche un dovere sociale, cioè un dovere verso la collettività: è infatti il modo con cui l'individuo, nella solidarietà necessaria in tutti i produttori, partecipa e contribuisce alla vita sociale; lo strumento mediante il quale può quindi realizzarsi il bene ed il progresso comune.
Perché il lavoro genera dignità sociale, autonomia economica e identità sociale. È lo strumento con il quale si superano ostacoli e emarginazione. Ecco perché è un diritto. Perché nessuno dovrebbe mai essere nelle condizioni di sentirsi escluso.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Al pari di altri articoli, anche l'art. 4 sottolinea l'importanza del lavoro. Il diritto al lavoro è qui inteso come principio e non come norma giuridica: detto in altri termini, lo Stato ha il dovere di sviluppare le condizioni idonee a che ciascuno possa lavorare, non il dovere di trovare un lavoro a chi ne è privo.
Dal punto di vista giuridico il lavoro è un rapporto giuridico tra due soggetti: Lavoratore. Il lavoratore presta la propria attività lavorativa, materiale o intellettuale, al datore di lavoro che si avvale della prestazione per massimizzare la propria utilità o il proprio interesse.