Perché il cortisone va tolto gradualmente?

Domanda di: Genziana Grasso  |  Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023
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Per alcuni principi attivi la necessità di scalare le dosi per «disabituarsi» è nota: i cortisonici, per esempio, vanno abbandonati gradualmente perché influenzano la produzione naturale di ormoni da parte del surrene e uno stop troppo brusco potrebbe provocare insufficienza surrenalica.

Perché il cortisone si sospende gradualmente?

Inoltre, poiché dopo una terapia protratta l'organismo si “assuefà” ai cortisonici, se la riduzione non viene effettuata in maniera graduale si può manifestare una “sindrome da carenza di glicocorticoidi”, caratterizzata da pressione bassa, malessere generale ed altri disturbi.

Cosa succede quando si riduce il cortisone?

Dopo un lungo trattamento con cortisone, a seguito di una riduzione della dose possono comparire sintomi di astinenza, come stanchezza e dolori articolari, muscolari e agli arti, che i pazienti spesso attribuiscono erroneamente a una maggiore attività della malattia.

Quando va scalato il cortisone?

Come scalare il cortisone? Ridurre la dose giornaliera di 5/10 mg ogni 1 o 2 settimane se la dose iniziale è superiore a 40 mg /die di prednisone o equivalente. Ridurre la dose giornaliera di 5 mg ogni 1 o 2 settimane se la dose iniziale è compresa tra 40 mg /die e 20 mg/die di prednisone o equivalente.

Quali sono i disturbi che può causare il cortisone?

Effetti collaterali del cortisone
  • insonnia.
  • capogiri o sensazione di avere la testa leggera.
  • mal di testa.
  • aumento dell'appetito.
  • aumento della sudorazione.
  • difficoltà digestive.
  • nervosismo.

Quali sono i pericoli del cortisone?