Etimologia nel significato mitologico, derivato dal nome greco Tàrtaros
Tàrtaros
Tartaro (in greco antico: Τάρταρος, Tártaros) indica, nella Teogonia di Esiodo, il luogo inteso come la realtà tenebrosa e sotterranea (katachthònia), e quindi il dio che lo personifica, venuto a essere dopo Caos e Gea.
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, a cui forse si collega il significato di incrostazione di vino nella botte; e quale nome dell'etnia asiatica, sovrapposizione di Tatar, nome originale della popolazione, e il Tartaro mitologico.
(gr. Τάρταρος o τὰ Τάρταρα) Nella tradizione letteraria greca e latina, il luogo dove Zeus relegò i Titani vinti (ove pure, secondo un'altra tradizione, già Urano aveva relegato i Ciclopi).
Cosa provoca il tartaro? Il tartaro si forma principalmente a causa dei residui di cibo che si depositano nel cavo orale e sulla superficie dentale, dove vengono aggrediti dai batteri. Batteri e residui di cibo formano sul dente una patina incolore detta placca batterica.
Il Tartaro nella visione greca è una parte dell'Ade, il regno degli Inferi, dove andavano le anime dei defunti sepolti. Si tratterebbe di una enorme voragine buia, dove venivano relegate le anime delle creature malvagie: per esempio, Sisifo, o Tantalo vennero rinchiusi qui dagli dei per sottostare ai supplizi eterni.
Nel Tartaro furono rinchiusi da Crono i Ciclopi (divinità gigantesche con un occhio solo al centro della fronte) e gli Ecatonchiri (figli di Urano e di Gea; avevano cento braccia e cinquanta teste che sputavano fuoco) e come custode fu posto Campe (mostro, la cui metà superiore aveva l'aspetto di una donna anziana; ...