La presenza significativa di cittadini cinesi in Italia, che conta oltre 300.000 residenti, è frutto di una lunga storia di migrazione iniziata nel primo Novecento e intensificatasi dagli anni '80. L'immigrazione è sostenuta da fitte reti familiari, spirito imprenditoriale nel commercio, tessile e ristorazione, e una forte solidarietà interna che facilita la creazione di imprese.
L'80% dei cinesi arriva dalla zona dello Zhejiang, che ha circa 55 milioni di abitanti, con dialetti diversi e mille associazioni. Un'area con una forte economia di mercato, anche nel regime comunista. Questa rete solidaristica e territoriale si mantiene anche in Italia.
Il 67,5% della manodopera cinese è presente nei settori del Commercio e della Ristorazione, mentre il 20% nell'Industria. Con 9.582 imprese il Commercio ha ormai superato il settore delle manifatture: 8.972.
Lo stipendio medio in Cina varia molto: nel 2023, si stimava circa 95.000 yuan (circa 12.000-13.000 €) all'anno, ma nelle città di primo livello come Shanghai e Pechino può essere significativamente più alto (fino a 120.000-150.000 yuan/anno), mentre nelle aree rurali è inferiore; nel settore urbano non privato la media 2022 era di circa 114.000 yuan, contro i 65.000 yuan del settore privato, con professioni IT e manageriali che raggiungono cifre molto più elevate.