Perché la muffa del Gorgonzola è commestibile?

Domanda di: Dott. Fernando Pellegrini  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Le tipiche striature verdi e blu del prodotto caseario lombardo derivano da un singolare processo di cagliatura e stagionatura, la muffa del gorgonzola è priva di contaminazione batterica e quindi commestibile e sicura con l'aggiunta di Penicillium Glaucum.

Che muffa c'è nel gorgonzola?

La muffa presente nel gorgonzola, comunemente chiamata “muffa blu”, è una specie appartenente alla famiglia Penicillium ed ha il nome di Penicillium Glaucum. Si tratta di una delle muffe commestibili ed innocue definite starter ed è usata in particolare modo nelle produzioni casearie.

Quando non mangiare il gorgonzola?

Gli unici divieti restano in caso di difese immunitarie compromesse, come ad in seguito a un trapianto e in gravidanza (al pari di altri formaggi erborinati come brie, camembert), per la presenza di muffe che possono causare la listeriosi.

Come si formano le muffe del gorgonzola?

In fase di stagionatura, poi, si applica un processo di erborinatura. In pratica, le forme di gorgonzola vengono bucate con degli appositi aghi metallici che consentono all'aria di entrare e quindi contribuire allo sviluppo di strisce di muffa.

Cosa è la parte verde del gorgonzola?

L'aspetto del Gorgonzola è pressoché indistinguibile. Si tratta, infatti, di un formaggio a pasta cruda di colore bianco, caratterizzato dalla presenza di screziature verdi dovute al processo di formazione delle muffe (erborinatura) per via dell'aggiunta di spore di Penicillium al latte pastorizzato.

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