Domanda di: Ing. Gavino Martini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Nessuna persona che usa lo scevà, l'asterisco, o altre forme per il genere neutro ha mai iniziato petizioni per imporle al resto della popolazione. Chi ricorre al linguaggio inclusivo lo fa per evidenziare una questione concreta, quella delle persone non binarie.
Per l'Accademia della Crusca: “Problemi grafici, nel parlato, difficoltà per le persone con dislessia e opacità tra plurale e singolare”. E la proposta: “usiamo in modo consapevole il maschile plurale come genere grammaticale non marcato. Secondo l'Accademia della Crusca lo schwa è inaccettabile.
Quindi tutto ciò che cambia è solamente l'apostrofo, mentre la vocale manca nell'articolo al maschile e quella femminile viene elisa. Mettere la schwa sull'articolo nel solo caso della declinazione inclusiva (“unǝ artista”) creerebbe un'asimmetria rispetto alle due declinazioni binarie.
Secondo la linguista, è altrettanto “fondamentale nella lingua italiana nominare donne e uomini con termini maschili e femminili e usare al femminile anche i termini che indicano ruoli istituzionali e professionali di genere femminile se sono riferiti a donne, non soltanto una posizione femminista: è una posizione da ...
In particolare, lo schwa indica una vocale media-centrale, che si situa al centro del quadrilatero vocalico: se, dunque, per pronunciare le altre vocali occorre “deformare la bocca” (pensiamo ad a-e-i-o-u), per pronunciare lo schwa la bocca va tenuta in posizione rilassata, semiaperta.