Domanda di: Dott. Ruth Costa | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Le barche hanno nomi femminili principalmente per antica tradizione marinara, che personifica l'imbarcazione come figura protettiva, materna o divina, capace di vegliare sull'equipaggio. Il genere femminile, spesso associato a "lei" (o she in inglese), deriva anche dall'uso di polene raffiguranti figure femminili o dee, simboleggiando protezione, grazia e forza, oltre a derivare dal latino navis.
I nomi femminili erano usati più frequentemente in passato
"Forse in passato si usava di più il nome di battesimo della moglie", dice lo scienziato, "per documentare il legame dello Skipper con la moglie - o per rafforzare il suo attaccamento emotivo alla nave.
La tradizione vuole che ogni barca possieda un nome. Nei tempi antichi i marinai credevano che le barche avessero un'anima e quindi fosse doveroso battezzarla e scegliere un nome.
E siccome, secondo una antica credenza marinara, le donne a bordo portano sfortuna, il World Meteorological Organization, l'agenzia meteorologica statunitense, decise, durante la Seconda guerra mondiale, di nominare le tempeste atlantiche con nomi femminili.
In generale la regola stabilisce, che l'articolo originariamente era abbinato al tipo della nave: una fregata era femminile, ma un “Navio” maschile. Una barca, una nave di linea, una nave da carico, una barca a vela oppure una canoa generalmente venivano cosiderati maschili.