Domanda di: Secondo Ferraro | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026 Valutazione: 4.4/5
(45 voti)
Lenin impose il Comunismo di guerra (1918-1921) come misura estrema durante la guerra civile russa per garantire la sopravvivenza del regime bolscevico. L'obiettivo era centralizzare l'economia, rifornire l'Armata Rossa e sfamare le città attraverso la requisizione forzata di grano e merci, nazionalizzando le industrie e vietando il commercio privato.
Il comunismo di guerra ebbe in gran parte successo al suo scopo primario di aiutare l'Armata Rossa a fermare l'avanzata dell'Esercito Bianco e di rivendicare la maggior parte del territorio dell'ex Impero russo in seguito.
Termine con il quale si indicano le scelte economiche adottate in seguito alla rivoluzione bolscevica del 1917, che coincise con un periodo (1918-1921) di gravi disordini interni in Russia (guerra civile e guerra polacca).
Sotto la sua guida la Russia, e in seguito l'Unione Sovietica, diventò uno Stato socialista monopartitico governato dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Ideologicamente marxista, le sue teorie politiche sono state poi riconosciute nella dottrina politica del "leninismo".
Ad ogni modo, la dottrina leninista prevedeva che la presa del potere da parte del proletariato in un Paese come la Russia fosse soltanto "il segnale" per l'inizio di una rivoluzione perlomeno su scala europea.