In sintesi, in Italia non si utilizzano centrali nucleari per produrre energia elettrica, sia a causa dell'incompatibilità del territorio con tale attività che, soprattutto, grazie alla presenza di molte alternative in grado di sostituirsi al nucleare.
Perché non si produce più energia nucleare in Italia?
Ogni interesse italiano per lo sviluppo di un proprio deterrente nucleare nazionale cessò del tutto nel 1975, con l'adesione dell'Italia al Trattato di non proliferazione nucleare. Attualmente l'Italia non produce né possiede armi nucleari, ma partecipa al programma di "condivisione nucleare" della NATO.
Perché l'impiego del nucleare per la produzione di energia elettrica è stato abbandonato in Italia?
Dopo il disastro di Chernobyl, l'Italia, per mezzo di un referendum, decise nel 1987 di abbandonare l'energia nucleare. Le quattro centrali che stavano funzionando in quel momento smisero progresivamente di farlo finché, nel 1990, non rimase nessuna in funzionamento.
1) Le centrali nucleari producono scorie radioattive pericolose per decine di migliaia di anni, la collocazione delle quali è un problema non risolto e forse irrisolvibile. 2) Il combustibile nucleare, l'uranio, è una risorsa, oltre che non rinnovabile, limitata e quindi contesa.