Perché non arare?

Domanda di: Naomi Piras  |  Ultimo aggiornamento: 17 novembre 2023
Valutazione: 4.5/5 (56 voti)

Nello strato superficiale del suolo vivono microrganismi aerobi, ovvero che richiedono ossigeno per vivere, scendendo in profondità si trovano invece batteri e funghi anaerobi, che temono il contatto con l'aria. L'aratura mischia le carte in tavola e provoca danni alla micro flora vivente.

Quali sono gli svantaggi dell aratura?

Da tenere presente che l'aratura richiede grandi potenze, consumi elevati di gasolio e molto tempo. Inoltre, se effettuata troppo in profondità rischia di portare in superficie terreno poco adatto alla coltivazione e di creare così una suola di lavorazione che non garantisce un ottimale deflusso delle acque piovane.

Quando è meglio arare?

I periodi migliori per compiere l'aratura sono Ottobre/Novembre oppure Febbraio; bisogna prestare attenzione alle temperature, in quanto nelle giornate fredde il terreno sarà difficilmente lavorabile perché ghiacciato. Anche le precipitazioni incidono su una buona lavorazione, perché la terra deve essere asciutta.

Perché bisogna arare?

L'obiettivo di questa lavorazione è infatti quello di eliminare le erbe infestanti e, soprattutto, i residui vegetali della precedente coltura, spingendoli in profondità affinché non interferiscano con la crescita delle future nuove piantine.

Cosa usare al posto dell'aratro?

La funzione del ripper – ripuntatore o scarificatore – è quella di effettuare tagli verticali nella terra fino alla profondità di un metro e che, a differenza della fresa e dell'aratro, non provoca rivoltamento e rimescolamento degli strati del terreno.

È ancora necessario arare il terreno? Risponde Giulia e il suo Alpego (Puma 300)