Il modello di Bohr non fu accettato perché man mano che aumentava il numero di elettroni dell'atomo, il modello non era più valido. Mentre si parlava in precedenza di doppia natura della luce, si parlò successivamente di una doppia natura dell'elettrone che, essendo una particella, ha anche una natura corpuscolare.
Il modello atomico di Bohr presentò presto tutti i suoi limiti: non era applicabile ad atomi con molti elettroni e non spiegava gli spettri atomici in presenza di un campo magnetico. Le contraddizioni emerse in questo modello erano dovute all'inadeguatezza delle leggi della meccanica classica.
Il modello atomico attuale è quindi il risultato di molteplici studi e sperimentazioni che considerano l'atomo costituito da un nucleo, circondato da una nuvola di elettroni (e), a carica negativa, disposti su orbitali. Il nucleo è costituito da protoni (p) e neutroni (n), rispettivamente a carica positiva e neutra.
Il modello atomico successivo a quello di Rutherford è il modello proposto da Bohr il quale, basandosi sul modello di Rutherford stesso e sulla teoria quantistica di Max Planck, ipotizza l'esistenza di orbite stazionarie nelle quali gli elettroni si muovono senza emettere energia.
Perché il modello atomico di Rutherford e sbagliato?
Questo modello non fu accettato completamente dalla comunità scientifica in quanto entrava in contrasto con la fisica classica secondo cui una particella carica accelerata emette energia sotto forma di radiazione elettromagnetica, perdendo energia.