Domanda di: Dott. Fabio De luca | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Non solo, sono parte integrante anche del nostro stesso ecosistema domestico. Predatori naturali di insetti, gli aracnidi catturano i parassiti di casa che, altrimenti, potrebbero tranquillamente depositare uova e riprodursi causando pericoli di gran lunga maggiori.
Si dice che uccidere un ragno porti sfortuna. Ai tempi dei Romani incontrare un ragno era un segno fortunato. Al contrario, quindi, ucciderlo era segno di sventura. Secondo la tradizione cristiana, sarebbero stati proprio dei ragni a decorare la grotta di Gesù bambino, proteggendolo dal freddo.
In generale, queste creature non danno fastidio: stanno in luoghi bui in attesa di prede, catturano e mangiano parassiti fastidiosi, come scarafaggi e persino insetti portatori di malattie come zanzare e mosche. Inoltre, il comune ragno casalingo (chiamato ragno delle cantine) uccide le velenosissime vedove nere.
Sì, anche!), ma anche "il ragno porta guadagno" derivano dal fatto che in antichità, all'epoca dei Romani, un ragno era simbolo di buon auspicio. Ucciderlo avrebbe dunque comportato danni e sciagure.
Oltre al controllo chimico e ai pesticidi, infatti, i predatori come i ragni sono l'unico sistema per limitare i parassiti che infestano le colture. L'importanza dei ragni è particolarmente significativa nell'agricoltura biologica che si basa molto sul controllo naturale dei parassiti.