Domanda di: Dr. Abramo Santoro | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Si tratta semplicemente dell'uso di un elemento sovrabbondante, inutile secondo la logica, ma utilissimo per dare alla frase un'efficacia particolare. È insomma la scelta dello stile che giustifica la lieve forzatura grammaticale dell'espressione: il valore rafforzativo di quel mi pleonastico è chiaro.
Nel linguaggio informale infatti è ampiamente consentito dire “A me mi”. Da evitare invece durante colloqui di lavoro o esami importanti. Un elemento quindi sovrabbondante, forse inutile e ridondante, ma utilissimo rafforzativo per dare alla frase un'enfasi più marcata.
e ancor più nello scritto è decisamente da evitare, perché darebbe la sensazione che chi parla o scrive non sia capace di adeguare il proprio ➔registro linguistico alla situazione in cui si trova. perché a me mi piace andare veloce (Jovanotti, La mia moto).
A me mi piace (e lo stesso vale per: A te ti e simili) è una doppia espressione del pronome, prima nella forma tonica (a me) e poi in quella atona (mi).
Scrivendo mi piace, è come scrivere “A me piace”. Tenete conto che nella lingua parlata e a livello informale, spesso viene usato anche “ A me mi piace”. A mio parere non è una maniera particolarmente piacevole sentire A me mi piace, da un'idea di dire due volte “a me a me piace”.