Pallade Atena è l'epiteto della dea greca della sapienza e della guerra, derivante principalmente dal mito di Pallade, una sua amica d'infanzia o compagna di giochi, uccisa per errore da Atena stessa durante un combattimento simulato. In preda al rimorso, la dea ne assunse il nome, onorandola anche con la creazione del Palladio, una statua in legno ritenuta talismano protettivo.
Secondo il mito prevalente, riportato nella Biblioteca, l'epiteto deriverebbe dal nome di una ninfa chiamata Pallade, una compagna di giochi della giovane Atena, che la uccise per errore mentre simulavano un combattimento. Atena prese quindi il nome di Pallade in segno di lutto per dimostrare il suo rimorso.
“Nata dalla testa”, era anche la dea della ragione e della creatività (inventò il flauto). I suoi attributi sono la lancia, l'elmo, lo scudo con la testa di Medusa e l'egida, una corazza in pelle di capra che le ricopre il petto.
Sul nome "Palladio" Che cosa evocava il nome Palladio nel Veneto del Cinquecento? Innanzitutto Pallade Atena, la dea della conoscenza. Ai più colti, poteva richiamare il nome di Rutilius Taurus Aemilianus Palladius, lo scrittore di agricoltura del IV secolo molto noto nel Cinquecento.
Il palladio (simbolo chimico Pd) è un metallo prezioso appartenente al gruppo del platino, dal quale eredita molte proprietà, tra cui l'aspetto lucido bianco-argenteo, la resistenza all'ossidazione e l'alta reattività catalitica.