Perché Ripasso?

Domanda di: Dott. Sebastian Testa  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Questo metodo si chiama Ripasso perché si ripassa un vino Valpolicella sulle bucce del Recioto. I cantinieri non volevano che i clienti sapessero di questo trucco che usavano in realtà per migliorare un vino di seconda scelta.

Cosa vuol dire Ripasso nel vino?

Il metodo Ripasso è una pratica antica che consiste nel “ri-passare”, quindi “mettere in contatto”, il vino Valpolicella con le vinacce dell'Amarone o del Recioto, per circa 15-20 giorni, durante i quali avviene una seconda fermentazione alcolica.

A cosa serve il Ripasso?

Il ripasso, se fatto a dovere, è il metodo migliore per fissare le informazioni nella memoria, in vista di un'interrogazione, una verifica orale, un esame, ma anche per molte altre cose che si fanno nella vita. Ripassare significa scegliere cosa ricordare.

Che differenza c'è tra Amarone e Ripasso?

L'Amarone è di sicuro un vino più strutturato rispetto al Ripasso che invece si avvicina maggiormente al Valpolicella Classico. Anche il colore presenta una differenza lieve, infatti l'Amarone è di un rosso carico tendente al granato, invece il Ripasso presenta un rosso rubino.

Cosa significa Ripasso Superiore?

Il vino Valpolicella Ripasso può recare in etichetta la dicitura Superiore perché, prescrive il suo disciplinare, l'affinamento in botte di rovere avviene per un minimo di 12 mesi a partire dal 1º gennaio successivo alla vendemmia e il grado alcolico minimo risulta essere del 13% nell'immissione al consumo.

Che cos'è e come funziona il RIPASSO