Santa Lucia è raffigurata con una spada (o un pugnale) nel collo perché rappresenta lo strumento del suo martirio. Secondo la tradizione, nel 304 d.C., dopo aver superato indenne diverse torture, fu uccisa con un colpo di spada in gola, simbolo della sua fine terrena e della sua fedeltà alla fede.
Lei non si piegò: fu processata e subì con coraggio atroci torture. Era il 13 dicembre dell'anno 304 quando avvenne il prodigio: Lucia grazie allo Spirito Santo divenne inamovibile e restò miracolosamente illesa, prima di morire con un colpo di spada in gola.
L'emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, più semplicemente, alla devozione popolare che l'ha sempre invocata protettrice della vista, a motivo dell'etimologia del suo nome dal latino: Lux ("luce").
Assente nelle molte tradizioni e narrazioni, almeno fino al Quattrocento, è infatti l'episodio in cui alla martire vengono cavati – o si strappa da sé – gli occhi.
Il 13 dicembre, in tutto il mondo cristiano, si festeggia santa Lucia, martire siracusana vissuta alla fine del III secolo d.C., protettrice degli occhi. Il corpo di questa santa è oggi conservato nella chiesa di San Geremia, nel sestiere di Cannaregio a Venezia, ma nei secoli ha subito diversi 'traslochi'.