Perché si beve la pipì?

Domanda di: Kristel Carbone  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Esistono varie motivazioni per le quali l'uomo può consumare l'urina: a scopo di sopravvivenza, nei casi in cui non sia disponibile nessun altro liquido anche se numerose fonti mettono in guardia contro l'impiego di essa; come pratica sessuale; per motivi di salute, a scopi guaritivi e per usi cosmetici.

Cosa succede se si beve la propria urina?

Ma la scienza lo conferma: bere urina non ha alcun effetto benefico sulla salute. Anzi, sebbene sia composta al 95% da acqua, nel restante 5% ce n'è abbastanza da procurare seri problemi: elettroliti in eccesso, cloro, sodio, potassio.

Perché bere la propria urina?

Bere la propria pipi' fa bene alla circolazione sanguigna

Ma essa puo' anche essere ingerita. Milioni di persone nel mondo bevono le proprie urine. A Shangai, per esempio, l'urina degli scolari serve per la cottura al forno delle uova. “Essa contiene dell'urochinasi, che ha proprieta' anti-coagulanti”.

Chi beve pipì?

Ne avrete letto attraverso diversi termini come “amaroli” o “acqua di vita”. Si tratta di modi edulcorati per definire l'uso di assumere la propria urina come farmaco. In definitiva stiamo parlando della urinoterapia.

Cosa si può curare con la propria urina?

Urinoterapia
  • Nella medicina tradizionale indiana l'urina viene indicata per curare le malattie degli anziani, per disturbi oculari, per tosse, problemi digestivi ed epatici.
  • Per uso esterno viene consigliata come cura per le ustioni e le ferite.

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