L'ora legale viene scelta per convenzione dallo Stato, che decide di adottarla in modo da risparmiare energia elettrica e viene chiamata in questo modo dal momento che viene imposta per legge dal proprio Paese.
La primavera porta con sé l'ora legale, ossia la convenzione (non solo italiana bensì europea) di mettere avanti di un'ora le lancette degli orologi durante il periodo primaverile ed estivo, per avere più la luce solare nel tardo pomeriggio (in cambio di un po' meno luce al mattino prestissimo).
Il suggerimento di Benjamin Franklin cadde nel vuoto. Fu riconsiderato però a inizio Novecento (1907) da un inglese, William Willett, che propose di attuarlo alla Camera dei Comuni britannica. E siccome in tempo di guerra il risparmio energetico era importante, nel 1916 venne attuato.
Ma perché ora legale e solare? L'ora legale (DST, ovvero Daylight Saving Time in inglese) è stata introdotta con l'obiettivo di recuperare la luce diurna e di favorire il risparmio energetico. Passare all'ora legale consente di risparmiare energia elettrica, in virtù di un minore ricorso all'illuminazione artificiale.
L'ora legale è quella che uno stato sceglie per convenzione. L'ora solare è stabilità astronomicamente dal passaggio del Sole per il meridiano locale. Quando il sole raggiunge il punto più alto della sua traiettoria in cielo, in quel luogo è mezzogiorno. Ogni meridiano, quindi, ha la sua specifica ora solare.