Domanda di: Dr. Danny Barbieri | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Luce deriva dal latino "lux lucis" dalla radice indoeuropea leuk-. Il corrispondente termine in greco è reso con l'aggettivo λευκός, «brillante, bianco».
Il termine luce (dal latino lux) è riferito alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda, ossia tra 790 e 434 THz di frequenza.
Ente fisico cui è dovuta l'eccitazione nell'occhio delle sensazioni visive, cioè la possibilità, da parte dell'occhio, di vedere gli oggetti. Si distingue generalmente la l. naturale, emessa da una sorgente luminosa naturale, dalla l.
Originariamente la luce era intrappolata in una densa miscela bollente che comprendeva protoni ed elettroni. Poi l'espansione cosmica e il conseguente raffreddamento portò alla combinazione dei protoni e degli elettroni: nascevano così gli atomi neutri, e l'universo diventava improvvisamente trasparente alla luce.
Per quasi la totalità delle forme viventi sulla Terra (animali e vegetali) la luce è sorgente fondamentale per l'esistenza: è come se il pianeta, durante la sua evoluzione, si sia “sintonizzato” su queste frequenze, consentendo lo sviluppo solo alle forme di vita sensibili a quelle lunghezze d'onda.