Domanda di: Genziana Ferrari | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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La porpora deriva dal termine latino purpura, che significa viola: le macchie che compaiono sulla pelle a causa di traumi o disordini della capacità coagulativa del sangue, infatti, presentano una cromia violacea o bordeaux, e non scoloriscono con la digitopressione.
Una leggenda racconta che, durante una romantica passeggiata con la bella nereide Tiro, il dio Melqart scoprì per caso la pregiata tintura color rosso porpora che sarebbe poi divenuta il simbolo dei fenici.
Ricorda il colore del sangue e quindi la forza vitale, ma anche il sacrificio (il sangue delle vittime): simboleggia insieme purificazione e rigenerazione. Il porpora è da sempre un colore associato al potere.
Gli abiti colorati con questo pigmento erano così richiesti nell'antichità da aver contribuito in buona parte alla ricchezza dei Fenici, e il mercato stesso della porpora fu soggetto a regolamentazione sia nella Grecia e Roma antiche sia in tempi successivi.
La porpora era, nel mondo antico, un colorante raro e pregiato, che si otteneva attraverso procedimenti elaborati e costosi. Nel I millennio a.C. i più rinomati produttori di porpora erano i Fenici, che esportavano questo colorante dovunque ve ne fosse richiesta, traendone grandi profitti.