Perché si dice sindrome di Medea?

Domanda di: Ninfa Sorrentino  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Si tratta di una metafora della Tragedia di Medea dove l'uccisione dei figli diventa simbolica, cioè finalizzata ad uccidere non il figlio stesso ma il rapporto di quest'ultimo con il padre.

Perché si chiama sindrome di Medea?

Il termine “sindrome (o complesso) di Medea” è stato utilizzato per la prima volta dallo psicologo Jacobs alle fine degli anni '80 per indicare il comportamento di una madre (nel mito, Medea, la figlia della maga Circe) che mirava a distruggere il rapporto fra il padre (nel mito, Giasone) e i figli, soprattutto in ...

Cosa vuol dire Medea?

Il personaggio teatrale

Anche Lucano aveva scritto una Medea, non compiuta. La Medea di Euripide, rappresentata nel 431 a. C., è all'origine della tradizione letteraria che rappresenta Medea nel momento centrale della sua leggenda, quello della vendetta contro Giasone infedele e dell'uccisione dei propri figli.

In che modo Medea uccide i figli?

Medea ha ormai deciso la sua vendetta: invierà in dono a Creusa per mano dei suoi figli una veste e un diadema, oggetti che i suoi poteri di maga hanno trasformato in strumenti di morte, poi ucciderà i propri figli per infliggere la punizione più terribile a Giasone e, infine, si rifugerà ad Atene.

Qual è il mito di Medea?

1887. Braccata, messa alle strette, Medea trova nell'uccisione della giovane promessa di Giasone, Creusa, e del padre di lei, Creonte, e quindi nel massacro dei figli l'unica vendetta per un terribile torto subito dal frivolo Giasone, che vuole ascendere al trono di Corinto.

La sindrome di Medea: cosa spinge una madre ad uccidere un figlio?