Perché si fa il test di Coombs?

Domanda di: Sig.ra Helga Vitale  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Il test di Coombs, permettendo di rilevare la presenza di anticorpi anti-Rh nella madre, è un esame fondamentale per stabilire il rischio che possa verificarsi un'anemia emolitica nel nascituro e mettere in atto le misure per prevenirla.

Cosa vuol dire essere positivi al test di Coombs?

Se il test di Coombs è positivo, significa che nel sangue del paziente sono presenti anticorpi diretti contro i globuli rossi.

Perché si fa il test di Coombs in gravidanza?

Lo scopo è quello di verificare l'eventuale presenza di anticorpi che, con il passaggio di sangue attraverso la placenta, possono causare la malattia emolitica nel feto e nel neonato (MEFN).

Cosa vuol dire se il test di Coombs è negativo?

Il test di Coombs indiretto è negativo quando non vi è nessuna reazione tra gli anticorpi del siero e gli antigeni dei globuli rossi. Viene utilizzato nella ricerca di compatibilità donatore/ricevente nel caso di emotrasfusione.

Chi deve fare il test di Coombs?

Il test di Coombs indiretto consiste nel verificare la presenza o meno nel sangue di anticorpi che sono diretti contro i globuli rossi. Questo test viene effettuato quando una persona è stata esposta a globuli rossi non suoi e questo è il caso che si verifica con una trasfusione o una gravidanza.

Test di Coombs