Perché si fanno le pettole a Santa Cecilia?

Domanda di: Deborah Giordano  |  Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2026
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Le pettole si preparano il 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, principalmente a Taranto e in Puglia, per inaugurare l'inizio del periodo natalizio e onorare la Santa protettrice dei musicisti. Questa tradizione culinaria, legata a leggende popolari che narrano della nascita casuale del piatto per un impasto troppo lievitato, celebra l'inizio delle pastorali bandistiche mattutine.

Perché a Santa Cecilia si fanno le pettole?

Località e tradizioni

A Taranto le prime pettole vengono fritte la notte del 22 novembre (Santa Cecilia), come simbolo di dono per i bandisti che, la stessa notte, durante la processione della Santa e per tutta la giornata, percorrono le vie della città suonando le tipiche pastorali tarantine.

Qual è la leggenda delle pettole?

Secondo la tradizione, le pettole compaiono nei menù tarantini il 22 novembre, in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Cecilia, protettrice dei “musici”, data che a Taranto segna anche l'inizio dell'Avvento e i preparativi del Natale.

Qual è la leggenda di Santa Cecilia?

Cecilia, nata da una nobile famiglia a Roma, sposò il nobile Valeriano. Si narra che il giorno delle nozze nella casa di Cecilia risuonassero organi e lieti canti ai quali la vergine, accompagnandosi, cantava nel suo cuore: “conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa”.

Qual è la storia delle pittule salentine?

Pittule salentine: cosa sono davvero

C'è poi una piccola storia popolare che molti amano raccontare: pare che tutto nacque dall'errore di una casalinga, che lasciò lievitare troppo l'impasto del pane. Per non buttarlo, decise di friggerlo. E da quel gesto casuale nacque una delle ricette più amate del territorio.

I learned this trick from a baker. Put the cheese in boiling water and surprise everyone.