Platone utilizza i miti come strumento filosofico per rendere concetti astratti e complessi più accessibili, intuitivi e persuasivi, affiancando il mythos al logos. Essi servono a illustrare dottrine metafisiche difficili da dimostrare razionalmente (come l'immortalità dell'anima o il mondo delle idee) e a colmare le lacune della conoscenza razionale con rappresentazioni verosimili.
Per Platone il mito è uno strumento di cui si serve il filosofo per comunicare le proprie dottrine in maniera più accessibile ad intuitiva; attraverso il mito, Platone può trattare di realtà che vanno oltre i limiti dell'indagine razionale.
I miti antichi, infatti, erano appunto dei racconti attraverso i quali gli uomini cercavano di spiegare fenomeni ed eventi che non riuscivano a comprendere, come ad esempio i fenomeni naturali, oppure l'esistenza del fuoco, l'origine del mondo e l'esistenza della vita stessa.
eventi della creazione: miti che narrano le origini delle cose e possono essere cosmogonici (sull'origine dell'universo e dei pianeti), teogonici (sull'origine degli dei, i loro amori e le loro imprese), antropogonici (sull'origine dell'uomo e la sua evoluzione) o miti di eroi (sull'origine e le imprese di grandi eroi ...