Toccare o colpire il muso di uno squalo è considerato un metodo di difesa estrema durante un attacco perché il naso è la zona più sensibile del corpo dell'animale, ricca di terminazioni nervose. Colpirlo lì può provocare una reazione di sorpresa o disorientamento, inducendolo a desistere.
Come spiega Dweck, molte persone temono che stare in mare durante il ciclo possa attirare squali o altri pesci pericolosi. "Ma gli squali non sono più inclini ad attaccarti durante il ciclo", dichiara.
Al contrario di quello che si pensa, gli squali hanno invece paura dell'essere umano. Noi siamo l'unico predatore per questi animali e siamo un predatore spietato, ne uccidiamo coscientemente tra i 75 e i 100 milioni l'anno; si può contare più o meno 1 squalo ogni 3 secondi.
I danni causati da questi attacchi possono essere gravi, a causa della dimensione e della struttura dei denti degli squali, ma il sangue umano non è particolarmente appetibile per queste specie e non le attira.