Domanda di: Samuel Gallo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
(21 voti)
Questo (filosofo del V secolo a.C.) era considerato una vera scocciatura per gli ateniesi, a tal punto da meritarsi l'appellativo di tafano, in quanto riusciva a “smuovere” ogni cittadino, lo punzecchiava per stimolarlo.
Per difendersi dalla prima accusa, si paragona ad un tafano che punzecchia un cavallo addormentato per tenerlo sveglio. Il cavallo è la metafora della città di Atene, che deve essere appunto risvegliata da Socrate, cioè il tafano.
Socrate si considerava un ostetrico di anime (difatti, la maieutica è "arte dell'ostetricia"), il suo dovere non era tanto chiarire la verità (del resto egli "sapeva di non sapere"), quanto invece quello di sostenere l'interlocutore nel far uscire fuori la verità da sé, poiché ciascun singolo, come si è detto, viene a ...
Una delle metafore più celebri che hanno per oggetto Socrate è quella, scritta nell'Apologia di Socrate e pronunciata dal filosofo stesso, del tafano: infatti Socrate era “il tafano che punzecchia la vecchia cavalla”, dove l'insetto era ovviamente il filosofo, mentre la vecchia cavalla era l'antica città di Atene.
Secondo Aristotele Socrate è l'inventore del concetto oggettivo, ovvero della ricerca di una definizione che comprenda tutti gli esempi. La domanda “che cos'è” che Socrate porgeva ai suoi interlocutori, infatti, mirava a trovare l'essenza delle cose, il loro carattere universalmente valido.