Domanda di: Dr. Nadir Mazza | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Molte sono le cause che provocano la fatigue nei malati di cancro. Alla base possono esserci anemia , disordini del metabolismo e infezioni, cui si sovrappongono fattori psicologici quali le inevitabili paure che la diagnosi di cancro porta con sé.
Nelle ultime ore, possono subentrare uno stato confusionale e sonnolenza. Le secrezioni faringee o l'inefficienza dei muscoli della gola provocano un respiro rumoroso, definito anche rantolo della morte. Cambiando posizione al malato o ricorrendo a farmaci per asciugare le secrezioni si può ridurre al minimo il rumore.
Si calcola che a sperimentare la fatigue sia il 65 per cento dei malati oncologici, in due casi su tre in forma severa e per almeno sei mesi. Per alcuni – uno su tre – la stanchezza non se ne va e persiste anche per anni dopo la fine delle cure.
Il National Council for Hospice and Palliative care Service WHO-OMS ha definito il malato terminale come: Paziente affetto da malattia inguaribile con aspettativa di vita di circa 90 giorni, non più suscettibile di terapia specifica chemio-radio terapica o chirurgica con un indice di Karnofsky minore o uguale a 50.
Pochi mesi o diversi anni: non c'è una risposta valida per tutti. In pratica, esistono alcuni tumori per cui la sopravvivenza in fase metastatica può essere nell'ordine di grandezza di alcuni anni.