Può capitare che il decesso abbia lasciato dei segni sulla salma. Obiettivo dell'igiene non è solo quello di rendere il corpo il più possibile gradevole alla vista, ma anche quello di privarlo di eventuali ingiurie che momento del trapasso ha lasciato ben evidenti (lividi, ferite).
Secondo quanto afferma l'Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, la tanatoprassi prevede un'iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante e una serie di cure estetiche che consentono di mantenere un'immagine integra del defunto, ritardando per alcune settimane il processo di decomposizione.
Se il cadavere presenta fuoriuscite o è particolarmente sporco si attua un lavaggio minuzioso con l'aiuto di un detergente. Poi si asciuga il corpo e si procede alla sua completa disinfezione, insistendo soprattutto sugli orifizi naturali o sulle pieghe cutanee.
Subito dopo la morte, il sangue cessa di fluire, i tessuti non sono più ossigenati e quindi inizia la lenta decomposizione del corpo. Un'ora dopo la morte inizia il livor mortis o lividezza, momento durante il quale il corpo diventa pallido e si irrigidisce, questa fase dura 9-12 ore.
Durante la pulizia, devono essere rimosse tracce ematiche, fluidi e devono essere chiusi gli orifizi con del cotone. Infine, la salma deve essere avvolta nel sudario, quindi in un lenzuolo pulito, per portare poi il corpo all'obitorio.