Domanda di: Dr. Mariagiulia Rossi | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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La poesia alessandrina è una forma letteraria raffinata ed erudita sviluppatasi nel periodo ellenistico (IV-I sec. a.C.), con centro ad Alessandria d'Egitto. Caratterizzata da forme brevi, perfezione formale, distacco dalla politica e un forte gusto mitologico-erudito, predilige generi come l'epillio, l'idillio e l'epigramma, influenzando i poeti latini detti neoteroi.
Maniera d'arte elaborata, dotta, raffinata, propria della letteratura e della poesia greca (Callimaco, Teocrito ecc.) nel periodo detto alessandrino o ellenistico (4°-1° sec. a.C. ➔ ellenismo).
L'alessandrino o martelliano è un verso composto da due emistichi di almeno sei sillabe ciascuno, nei quali la sesta sillaba è accentata. Può coincidere o meno con un dodecasillabo. Nella metrica francese e occitana, l'alessandrino è un verso composto da un doppio esasillabo (hexasyllabe).
Stile o maniera artificiale, dotta, raffinata, simile a quella considerata caratteristica della letteratura, specialmente della poesia, greca, che fiorì ad Alessandria sotto i Tolomei.
I grammatici alessandrini furono filologi greci studiosi dei testi, che assunsero notevole importanza ad Alessandria d'Egitto nei secoli III e II a.C., quando la città divenne il centro della cultura ellenistica e, di fatto, mediterranea.