Domanda di: Mirco De Santis | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026 Valutazione: 4.6/5
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Il Clostridioides difficile (precedentemente Clostridium difficile) è considerato uno dei batteri intestinali più pericolosi, specialmente in ambito ospedaliero, poiché causa gravi infezioni, coliti pseudomembranose e diarrea, spesso resistente agli antibiotici e pericolosa per gli anziani. Altri patogeni intestinali di rilievo includono l'Escherichia coli enteroemorragico (EHEC) e il Campylobacter.
Si chiama Kpc, acronimo di Klebsiella pneumoniae carbapenemasi-produttrice, ed e' il super batterio piu' pericoloso in Italia considerato un vero e proprio killer visto che in oltre il 50% dei casi e' ormai resistente a tutti gli antibiotici e conduce alla morte.
Il batterio può essere presente nell'intestino del 5% dei soggetti sani, ma in forma di spora può essere presente anche nell'ambiente. La trasmissione avviene per via oro-fecale; il batterio può produrre tossine che alterano la mucosa intestinale.
L'infezione da Clostridium difficile tipicamente ha origine nosocomiale, si verifica nell'8% dei pazienti ospedalizzati ed è responsabile del 20-30% dei casi di diarrea nosocomiale. Il periodo di incubazione è variabile: da 1-2 giorni fino alle 12 settimane. La trasmissione è oro-fecale, interumana.