In Italia non esistono fiumi principali che terminano la loro corsa in un bacino chiuso (endoreismo) senza raggiungere il mare, poiché la conformazione geografica della penisola, stretta e montuosa, spinge tutti i corsi d'acqua a sfociare rapidamente nel Tirreno, Adriatico o Ionio. Tuttavia, alcuni piccoli torrenti carsici o di risorgiva possono scomparire nel sottosuolo o in paludi, o fiumi come il Nera fungono da affluenti.
Il fiume Okavango nasce negli altopiani dell'Angola e, dopo oltre mille chilometri, anziché finire in mare s'insabbia nella piana desertica del Kalahari, termine che nell'idioma locale significa “Terra Assetata”.
Il Sarno è uno dei fiumi più inquinati d'Italia. L'alto allarme sociale connesso a questo inquinamento deriva dal fatto che il fiume, lungo 24 chilometri, insieme ai torrenti connessi Solofrana e Cavaiola, attraversa tre province campane e trentanove comuni.
Il detto “tutti i fiumi arrivano al mare” non è vero. Molti corsi d'acqua rimangono intrappolati dai rilievi che bloccano il passaggio e terminano il loro viaggio in un lago chiuso, in una palude o disperdono le loro acque tra le sabbie di un deserto.
I fiumi italiani che sfociano nel Mar Ionio sono: Basento, Agri, Crati e Neto, mentre i fiumi che sfociano nel mar Tirreno sono Sele, Volturno, Garigliano, Tevere, Aniene, Ombrone, Arno, Magra, Flumendosa, Tirreno. Il fiume più lungo d'Europa è il Volga.