Antica Formula CarpanoForse “il” Vermouth italiano per eccellenza perché porta sull'etichetta il nome dell'inventore del vino aromatizzato e ancora rispecchia, appunto, l'antica ricetta del 1786. Intenso e profondo, con le caratteristiche note di vaniglia, frutta candita e zafferano.
A livello legale, il Vermouth deve contenere almeno il 75% di vino. La sua gradazione alcolica minima deve essere pari o superiore al 14,5% e non superiore al 22% (la gradazione varia a seconda che si tratti di Vermouth bianco, rosso, rosé, dry, extra dry), e deve contenere necessariamente artemisia (assenzio).
Il Vermouth dolce è anche conosciuto come Vermouth rosso o Vermouth italiano grazie al suo colore e origine. Ha un profilo significativamente più dolce del Vermouth secco e può includere fino al 15% di zucchero. Anche se è dolce, non è così intenso come i liquori dolci come l'amaretto.
“Quando si pensa al Vermouth – spiega Dennis Zoppi - il pensiero va diritto all'aperitivo. Il classico servizio con ghiaccio e una scorzetta di agrume si sposa perfettamente ai canonici snack da bar, come sottaceti, olive, frutta secca in genere”.
La differenza sostanziale tra il martini e il vermouth dipende dalla gradazione alcolica, perché tecnicamente per essere considerato vermut un vino dovrebbe avere almeno 15,5% gradi, ma il Martini arriva a 14,4%.