continua. Il congiuntivo desiderativo (o ottativo) esprime il desiderio o l'augurio che si compia o non si compia un determinato processo verbale oppure il rimpianto che tale processo si sia o non si sia compiuto.
– 1. Rammentare una persona o una cosa con desiderio e nostalgia, ma insieme con la consapevolezza di non poterla avere più perché perduta o scomparsa, trascorsa o irrecuperabile: rimpiangeva il marito morto; adesso rimpiango l'occasione che mi sono lasciato sfuggire; è inutile r.
Se l'indicativo è il modo della certezza o dell'obiettività, con il congiuntivo si dà invece voce alla soggettività di chi scrive o di chi parla, e come tale viene utilizzato soprattutto nelle subordinate. Ad esempio: Spero che Lucia arrivi presto (si tratta di una speranza dettata da motivi personali);
Dunque “congiuntivo” vuol dire letteralmente “che congiunge“, ovvero è un modo che viene usato frequentemente nelle proposizioni subordinate alla principale. Il suo scopo è quello di esprimere un dubbio, un'ipotesi, un'incertezza, una possibilità, un'esortazione.
s. m. [der. di rimpiangere]. – Ricordo nostalgico e dolente di persone o cose perdute, o di occasioni mancate: il r. dell'amico morto gli riempiva il cuore; non ho rimpianti; non è il caso di abbandonarsi a rimpianti; se ne andò senza lasciare di sé alcun rimpianto.