Qual è il passato remoto di sbagliare?
Domanda di: Sibilla Marchetti | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026Valutazione: 4.6/5 (56 voti)
Il passato remoto del verbo sbagliare (coniugazione regolare in -are) è io sbagliai, tu sbagliasti, egli sbagliò, noi sbagliammo, voi sbagliaste, essi sbagliarono. Le forme principali sono: io sbagliai, tu sbagliasti, lui/lei sbagliò, noi sbagliammo, voi sbagliaste, loro sbagliarono.
Qual è il passato remoto del verbo splendere?
Il passato remoto di "splendere" presenta forme doppie, più comuni nelle varianti "splendetti, splendette" (simili ai verbi in -ere) e "splendei, splendé" (più legate alla desinenza in -ere), con la 3ª persona plurale "splendettero/splenderono"; ad esempio: io splendetti/splendei, tu splendesti, egli splendette/splendé, noi splendemmo, voi splendeste, essi splendettero/splenderono.
Qual è il participio passato di divergere?
No, non si può: divergere non è usato né al passato remoto, né al participio passato, così come convergere. Trattasi di verbo difettivo, mancante, cioè, di alcune forme del paradigma.
Qual è il participio passato del verbo "soccombere"?
Si dica soccombuto, prurito, spleso o splenduto, senza il passato rossor di guance che ci attanagliava, e siatene fieri.
Come si dice mi prude il naso come non mi ha mai?
La frase corretta è "Oggi mi prude il naso come non mi aveva mai fatto" perché "prudere" è un verbo difettivo e non ha un participio passato regolare, quindi si sostituisce con il verbo "fare". In alternativa, si può usare "Oggi il naso mi ha fatto un gran prurito" o semplicemente "Oggi mi prude il naso come non mai!", ma le forme "pruso", "pruduto", "prurito" (come participio) non sono corrette in questo contesto.
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