La filosofia di Kierkegaard è nel suo complesso un'apologia (esaltazione, difesa) religiosa in quanto afferma la validità della religione nell'esistenza umana. La religione è l'unica via di salvezza, l'unico modo di sottrarsi ad una condizione esistenziale caratterizzata dalla possibilità, dall'angoscia e disperazione.
Secondo il filosofo di Copenaghen porsi dal punto di vista dell'Assoluto è impossibile poiché l'uomo, in quanto singolo, non può uscire dalla sua soggettività. Che l'uomo reale sia un singolo non impedisce, secondo Kierkegaard, che la soggettività possa assumere un valore assoluto.
Kierkegaard concepisce, infatti, la verità come qualche cosa che si dà soltanto all'interno di una prospettiva personale, come qualche cosa che noi incontriamo e sperimentiamo sempre e soltanto a partire da una vicenda che ha valore esistenziale, che riguarda l'individuo, il singolo, e non dice mai nulla circa la ...
Secondo Kierkegaard, i modi fondamentali di vivere e concepire l'esistenza sono definiti da tre stadi: la vita etica, la vita estetica e la vita religiosa.
Quali sono le caratteristiche del pensiero di Kierkegaard che lo fanno considerare il padre dell esistenzialismo?
Il suo pensiero si basa sul punto di vista della fede.
Sull'idea che solo attraverso questa dimensione religiosa sia possibile raggiungere la salvezza e ritrovare l'equilibrio nei momenti di disperazione. Questa prospettiva fu, a sua volta, una reazione all'idealismo di Friedrich Hegel.