Domanda di: Ing. Artes Benedetti | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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In pratica, il valore minimo da indicare nell'atto di compravendita, per non essere oggetto di accertamento automatico da parte dell'Agenzia delle Entrate, deve essere pari alla rendita catastale moltiplicata per 115,5 se ci riferiamo ad una prima casa, oppure per 126 se si tratta di una seconda abitazione.
Nell'atto di compravendita dell'immobile è necessario prendere in considerazione il valore catastale dell'immobile. Pertanto, il valore minimo corrisponde alla rendita catastale moltiplicata per 115,5, nel caso della prima casa, o alla rendita catastale per 126, in caso di seconda casa.
La formula per il calcolo del valore catastale è la seguente: la moltiplicazione della rendita catastale, rivalutata del 5%, per il coefficiente definito dalla legge per la relativa categoria catastale di appartenenza dell'immobile a cui si fa riferimento.
Qual è la formula per valutare un immobile? Per valutare un immobile (sia esso un appartamento, una villa, un terreno o un magazzino) esiste una precisa formula, che è la seguente: valore di mercato = superficie commerciale x quotazione al metro quadrato x coefficienti di merito.
Quali sono i costi per l'acquisto di una seconda casa?
Acquisto seconda casa: tasse
Quando il venditore è un privato, le tasse si compongono di 3 parti: L'imposta catastale di 50€; L'imposta ipotecaria di 50€; L'imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell'immobile.