Deriva da giorno, tramite suffisso -ata (che indica, in questo caso, 'durata temporale'), il sostantivo giornata. I più comuni alterati dell'aggettivo brutto sono i diminutivi bruttino, bruttarèllo (raro brutterèllo ), e, più spregiativo e più raro, bruttacchiòlo; l'accrescitivo bruttóne; il peggiorativo bruttàccio.
Il prefisso è l'elemento che si attacca prima della parola base (mettere→pre-mettere). Il suffisso è l'elemento che si attacca dopo la parola base (giornale→giornal-ista).
In linguistica il suffisso è un elemento che è posto alla fine di un tema o di una radice per formare una parola. Esso può anche aggiungersi a una parola già compiuta, formando, per derivazione, una parola suffissata (suffissazione).
Sono chiamati suffissoidi gli ➔ usati prevalentemente o esclusivamente come costituenti finali di composto (➔ ), le cui caratteristiche si avvicinano a quelle dei suffissi della lingua italiana (➔ ; ➔ ).
I suffissi sono particelle che vengono aggiunte alla fine di una parola al fine di cambiarne il significato. Possono essere aggiunti a nomi, verbi, aggettivi e avverbi e sono molto utili per fare bella figura durante gli esami per ottenere le certificazioni più comuni.