Domanda di: Diamante Longo | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il supino attivo costituisce, se presente, la quarta voce del paradigma. Ad esempio nel verbo ago, agis, egi, actum, agere il supino in -um è "actum". Il supino passivo si ottiene aggiungendo la desinenza -u al tema del supino (es. actu).
Dalla quarta voce del paradigma, il supino si ricava il tema del supino. Dal tema del supino si formano il participio futuro, il participio passato e l'infinito futuro.
Per prima cosa dobbiamo tenere in considerazione che il supino è un nome verbale facente parte della quarta declinazione dei nomi. Di questo, a differenza dei nomi che seguono questo schema, si conservano solo due casi: la desinenza dell'accusativo in -UM e dell'ablativo in -U.
Il supino è un sostantivo verbale che non si declina né si coniuga. Ha soltanto due forme: una in um che ha significato attivo, l'altra in u di significato passivo, rispettivamente accusativo e ablativo di un nome di quarta declinazione. In epoca classica era molto poco usato e non ha avuto alcun esito in italiano.
Il tema del supino è un tema nominale ed è la base della flessione di alcune forme nominali del verbo (supino, participio perfetto, participio futuro). In ognuno dei temi è dunque già codificata una prima informazione flessiva.