Qual è il tempo verbale di "facciamo che io ero"?

Domanda di: Jole Barone  |  Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2026
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Nella frase "facciamo che io ero", tipica dei giochi infantili, il verbo "ero" è all'imperfetto indicativo. Viene usato con valore ludico o ipotetico per definire uno scenario immaginario nel presente, sostituendo il più corretto congiuntivo imperfetto ("facciamo che io fossi").

Qual è il tempo verbale di "io ero"?

ero = voce del verbo essere, tempo imperfetto, prima persona singolare. era = voce del verbo essere, tempo imperfetto, terza persona singolare. Un tempo passato si dice passato remoto se l'azione è avvenuta da molti giorni, o da molti mesi, o da molti anni. Luigi fu uno studente 10 anni fa.

Qual è la coniugazione del verbo "fosse" al congiuntivo presente?

"Fosse che tempo è" è una costruzione grammaticale che usa il congiuntivo imperfetto del verbo "essere" ("che io fossi, che tu fossi, che lui/lei fosse, che noi fossimo, che voi foste, che loro fossero") in un contesto ipotetico o di desiderio, spesso tradotto come "se fosse" (in inglese: "if it were"), indicando una situazione irreale o desiderata, come in "magari fosse bel tempo" (magari fosse bel tempo) o "se fosse possibile".
 

Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Perché il verbo dare è irregolare?

La risposta risiede nel fatto che essendo un verbo irregolare, "dare" non mantiene la vocale tematica "a" per tutta la coniugazione, come invece fanno gli altri verbi di prima coniugazione (quelli che finiscono in -are). Le forme giuste dunque prevedono sempre la "e": "dessi","deste", dessero".

UN GRAVE ERRORE: L'IGNORANZA