Non c'è alcuna distinzione tra un creditore privato ed uno pubblico e non è prevista una soglia minima del credito sotto la quale non sia possibile pignorare il conto corrente. Questo è pignorabile al 100% solo quando non vi sono depositati redditi da lavoro dipendente o la pensione.
Non si può mai pignorare un conto corrente che sia alimentato da: assegni di accompagnamento per disabili. rendite di assicurazioni sulla vita. pensioni di invalidità.
Dal 22 settembre 2022, infatti, il c.d. «minimo vitale» è passato da una volta e mezza a due volte l'importo dell'assegno sociale con un minimo di 1.000€. Siccome nel 2023 l'assegno sociale è pari a 503,27 euro mensili il limite di impignorabilità per l'anno vigente sale a 1.006,54€.
le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.
Come viene comunicato il pignoramento del conto corrente?
L'espropriazione di denaro su un conto corrente postale o bancario avviene, dunque, a seguito di una notifica al debitore, in cui si indica: titolo esecutivo, atto di precetto (il debitore ha ancora 10 giorni per pagare) e atto di pignoramento. Quest'ultimo è inviato anche all'istituto di credito interessato.