La colpa viene rimessa con la Confessione; la pena è l'effetto del peccato che rimane anche dopo il perdono. L'indulgenza toglie anche la pena temporale, grazie alla mediazione della Chiesa e ad alcune pratiche devote che i fedeli sono chiamati a svolgere. Può essere parziale o plenaria.
Secondo la dottrina cattolica, la remissione innanzi a Dio della pena temporale per peccati già cancellati, per quanto riguarda la colpa, con la confessione sacramentale; il fedele debitamente disposto e a determinate condizioni l'acquista per intervento della Chiesa (Cod. iur.
È "la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dovuta ai peccati già cancellati quanto alla colpa, remissione che l'autorità ecclesiastica accorda dal tesoro della Chiesa, per i vivi a modo d'assoluzione e per i defunti a modo di suffragio" (Codex iuris canonici, can. 911).
È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore. 1424 È chiamato sacramento della Confessione poiché l'accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento.
Anticamente le pene in soddisfazione del peccato perdonato erano comminate in giorni; per esempio, per un peccato si poteva fare penitenza per 100 giorni, ovvero per 40, ovvero per tutta la vita. Il penitente poteva dunque diminuire i giorni della penitenza, riscattandoli attraverso le pratiche oggetto di indulgenza.