La differenza principale è che lo Zen (Giappone/Cina) si concentra sulla meditazione diretta (Zazen, Koan) per l'illuminazione immediata, con un approccio minimalista, mentre il Buddismo Tibetano (Vajrayana) integra rituali complessi, mantra, visualizzazioni e l'uso di divinità (Bodhisattva), fondendo antiche tradizioni locali con il Buddismo indiano, guidato da figure come il Dalai Lama e una ricca tradizione testuale.
Il buddismo zen è una pratica di meditazione il cui obiettivo è raggiungere l'autorealizzazione e la consapevolezza di sé. Chi pratica lo zen non si affida a potenti divinità, ma piuttosto si lascia guidare dal proprio maestro lungo un cammino spirituale.
Dalla sua nascita, il buddismo si è diffuso in tutto il mondo fino a contare, oggi, circa 500 milioni di seguaci; nel corso del tempo si è suddiviso anche in molte correnti diverse, ed oggi le 3 principali sono il Buddhismo Theravada, il Buddhismo Mahayana e il Buddhismo Vajrayana.
Il Buddismo Theravada – che letteralmente significa “La scuola degli anziani” – rappresenta una delle scuole più antiche della dottrina buddista. Theravada fa riferimento al Canone Pali quale testo dottrinale fondamentale.
Il Buddismo tibetano è diffuso in Tibet e in Mongolia interna, ed è anche noto come "lamaismo". Si tratta di un'integrazione tra il Buddismo giunto dall'India e dall'entroterra cinese, con l'antica religione locale Aibetama.