Qual è la differenza tra il reddito di un affitto registrato a cedolare secca rispetto ad uno registrato a tassazione ordinari ai fini Irpef?

Domanda di: Mariano Milani  |  Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023
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Con il regime ordinario il reddito derivato dall'affitto va dichiarato e viene sommato con gli altri redditi, mentre con la cedolare secca non è rilevante ai fini dell'Irpef ma non si possono far valere sgravi o agevolazioni fiscali.

Cosa cambia da cedolare secca a tassazione ordinaria?

Per quanto riguarda l'ammontare del canone, nel regime ordinario può essere previsto un adeguamento annuale, in base all'indice ISTAT del mese di riferimento. Per i contratti sottoposti a cedolare secca, invece, questa possibilità non c'è ed il canone dovrà rimane invariato per tutta la durata della locazione.

Come si calcola l'IRPEF sul canone di locazione?

Tassazione ordinaria per gli affitti
  1. Reddito fino a 15.000 euro: aliquota del 23%
  2. Reddito tra 15.001 e 28.000 euro: aliquota del 25%
  3. Reddito tra 28.001 e 55.000 euro: aliquota del 38%
  4. Reddito tra 55.001 e 75.000 euro: aliquota del 41%
  5. Reddito superiore a 75.000 euro: aliquota del 43%

Quante tasse si pagano su un affitto con cedolare secca?

Le aliquote della cedolare secca sono due: Tassazione del 21% sui contratti d'affitto a canone libero di immobili locati a fini abitativi; Tassazione ridotta del 10% per i contratti d'affitto a canone concordato.

In quale misura il canone di locazione concorre alla tassazione ordinaria?

Tassazione ordinaria

Il reddito effettivo deriva dal canone di locazione relativo al periodo, ridotto della deduzione forfettaria del 5%. Qualora la rendita catastale rivalutata del 5% sia maggiore del Reddito effettivo, il reddito da sottoporre a tassazione è il primo.

Tassazione degli affitti: meglio Irpef o cedolare?